Nella taverna
Il rabbino Wolf entrò per caso in un bar. Alcuni stavano bevendo, altri giocavano a carte, e l’ambiente sembrava pesante. Il rabbino uscì senza fare alcun commento.
Un giovane lo seguì: “so che non vi è piaciuto ciò che avete visto”, disse. “Lì vivono i peccatori”.
“Invece mi è piaciuto”, rispose Wolf. “Sono uomini che stanno imparando a perdere tutto. Quando avranno vissuto l’esperienza della perdita, gli resterà solo il fatto di rivolgersi a Dio. E, da quel momento, che servitori eccellenti saranno!”
Dieci per cento
“Perché tu sia uguale a me è molto semplice”, disse l’uomo più ricco di Babilonia. “Basta tu capisca che un decimo di ciò che guadagni è tuo”.
“Questo non ha senso”, rispose il ragazzo. “Tutto quello che guadagno è mio”.
“Tu non paghi il sarto? Non paghi il panettiere tutti i giorni? Non è vero che non puoi vivere neppure un giorno senza spendere? Tu stai pagando tutti, tranne che te stesso. D’ora in poi, paga a te stesso un decimo del tuo salario. Non dimenticare che i cammini della ricchezza sono magici e strani: se ti prenderai buona cura di questo decimo, esso un giorno ricompenserà tutti i tuoi sforzi”.
Al di là del porto
Un eremita del monastero di Sceta si avvicinò all’Abate Teodoro:
“So benissimo qual è l’obiettivo della vita. So ciò che Dio chiede all’uomo, e conosco la maniera migliore di servirLo. Eppure, sono incapace di fare tutto quello che dovrei fare per servire il Signore”.
“Voi sapete che esiste una città al di là dell’oceano”, rispose Teodoro. “Ma ancora non avete trovato la nave, non avete caricato a bordo il vostro bagaglio e solcato il mare. Perché continuare a parlare di come essa è e di come dobbiamo camminare per le sue strade? Mettete in pratica ciò che state dicendo e il cammino si mostrerà da solo”.
Alla porta del cielo
Quando D. Enrique morì, andò direttamente in cielo. Bussò con forza alla porta e una voce domandò: “Chi è?”
“Sono D.Enrique Fernandez de Valdivieso”.
“Allora andate via, qui non c’è posto per due”, disse la voce. E D.Enrique fu mandato al purgatorio. Qualche tempo dopo, più timido, tornò in cielo.
“Chi è?”, domandò la voce. “Sono io”, rispose D. Enrique.
“Qui non c’è posto per due”, ripetè la voce.
D. Enrique tornò al purgatorio. Un giorno, andò di nuovo a bussare alla porta del cielo.
“Chi è?”, domandò la voce. “Una particella di Dio”, rispose.
E la porta del cielo si aprì.
Rigore e compassione
In pieno inverno, il samurai si presentò al maestro zen.
“Sto morendo di freddo e di fame e non ho modo di guadagnarmi da vivere.”
Impietosito, il maestro si avvicinò alla statua di Yakushi-Buda, prese la catena d’oro che ne adornava il collo e la consegnò al samurai.
Gli altri discepoli reclamarono: "sacrilegio!"
"Perché sacrilegio?", domandò il maestro. "Voi avete sentito parlare di David, che mangiò il pane del tabernacolo quando stava facendo la fame. Cristo curava il sabato, ogni qualvolta era necessario. Io ho soltanto messo in azione lo spirito di Budda: amore e misericordia ora possono fare il loro lavoro."
Che cosa è la saggezza
Una storia sufi ci parla di un uomo che viveva in Turchia, quando sentì parlare di un grande maestro che abitava in Persia e che deteneva il segreto della saggezza.
Senza esitare, vendette le sue cose, si congedò dalla famiglia e partì alla ricerca del famoso segreto. Dopo avere viaggiato per anni, riuscì ad arrivare davanti alla capanna dove abitava il grande maestro. Pieno di timore e rispetto, si avvicinò e aspettò che il saggio facesse ritorno dalla sua passeggiata mattutina.
- Vengo dalla Turchia - disse, appena il saggio comparve. – Ho fatto tutto questo viaggio per rivolgerti solo una domanda.
- D’accordo. Puoi fare solo una domanda.
- Ho bisogno di essere chiaro in ciò che domanderò; posso fare la domanda in turco?
- Sì - disse il saggio. - E io ho già risposto alla tua unica domanda. Qualsiasi altra cosa che vorrai sapere, domandala al tuo cuore. Non è necessario viaggiare tanto per scoprire che egli è il migliore di tutti i consiglieri.
E chiuse la porta.
Perché Dio non ci ha aiutato
Maestro e discepolo camminano per i deserti dell’Arabia. Il Maestro approfitta di ogni momento del viaggio per fare lezione al discepolo sulla fede.
- Affida le tue cose a Dio – diceva. – Perché Egli non abbandona mai i suoi figli.
La sera, quando si accampano, il Maestro chiede al discepolo di legare i cavalli alla roccia vicina. Il discepolo si avvicinò alla roccia, ma ripensò a ciò che aveva appreso quel pomeriggio. “Forse il Maestro mi sta mettendo alla prova. In realtà, devo affidare i cavalli a Dio.” E così lasciò i cavalli sciolti.
Al mattino, scoprì che gli animali erano fuggiti. Ribelle, si recò dal Maestro.
- Voi non capite niente di Dio! Ieri ho appreso che dovevo confidare ciecamente nella Provvidenza, così le ho affidato la custodia dei cavalli, e gli animali sono scomparsi!
- Dio voleva badare ai cavalli – rispose il Maestro. - Ma, in quel momento, Egli aveva bisogno delle tue mani per legarli, e tu non gliele hai prestate.
Sta piovendo e io posso uscire?
Narra un’antica storia buddista di un uomo che, passando per un villaggio, in pieno temporale, all’improvviso vede una casa prendere fuoco. Mentre si avvicina, nota un altro uomo – (la favola usa una bella immagine: "col fuoco persino sulle sopracciglia") – che urla al suo indirizzo:
- Sta piovendo?
Il viaggiatore ne rimane sorpreso.
- La sua casa sta prendendo fuoco! – esclama.
- Ho bisogno di sapere se sta piovendo. Mia madre mi ha detto che la pioggia può farci venire la polmonite.
Zao Chi fa questo commento sulla favola: "saggio è colui che riesce a cambiare di situazione quando si vede forzato a questo. Sciocco è colui che non confida nella mano di Dio, ma solo nelle risposte del proprio simile."
Qual è il primo passo?
Un uomo decise di fare visita a un eremita che viveva vicino al monastero di Sceta.
- Qual è il primo passo di colui che intende seguire il cammino spirituale? – domandò.
L’eremita lo condusse fino a un pozzo e gli chiese di guardare il suo riflesso nell’acqua. L’uomo obbedì, ma l’eremita cominciò a lanciare dei sassolini, che facevano muovere la superficie.
- Non potrò vedere bene il mio viso fintanto che voi lancerete quei sassi.
- Così come ti è impossibile vedere il tuo viso in acque turbolente, altrettanto è impossibile cercare Dio se la mente sarà ansiosa per la ricerca – disse il monaco. – Non fare domande, continua solo a seguire la fede. Questo sarà sempre il primo e il più importante di tutti i passi. |