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Edizione nº 129

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Storie sull’arroganza


Storie sull’arroganza

L’arroganza del potere

     Maestro e discepolo chiacchieravano in un angolo quando una vecchia li avvicinò:
     "Allontanatevi dalla mia vetrina!", urlò la vecchia. “State ostacolando i clienti". Il maestro chiese scusa e cambiò marciapiede.
      Continuarono a chiacchierare, quando si avvicinò un ufficiale.
     "Abbiamo bisogno che lei si allontani da questo marciapiede", disse l’ufficiale. "Fra poco passerà il conte".
     "Che il conte usi l’altro lato della strada", rispose il maestro, senza muoversi. Poi si rivolse al suo discepolo:
     "Non dimenticare: non essere mai arrogante con gli umili. E non essere mai umile con gli arroganti."

L’arroganza della santità

     Il monaco zen passò dieci anni meditando nella sua caverna, cercando di scoprire il cammino della Verità. Un pomeriggio, mentre pregava, si avvicinò una scimmia.
      Il monaco tentò di concentrarsi. Ma la scimmia si avvicinò pian pianino e afferrò il sandalo del monaco.
      - Dannata scimmia! – disse l’eremita. – Perché sei venuto a turbare le mie preghiere?
      - Ho fame - disse la scimmia.
      - Vattene via! Stai ostacolando la mia comunicazione con Dio!
      - Come desideri parlare con Dio, se non riesci a comunicare con i più umili, come me? - disse la scimmia.
      E il monaco, vergognandosi, chiese scusa.

L’arroganza della forza

     Il villaggio era minacciato da una tribù di barbari. A poco a poco gli abitanti abbandonarono le loro case e fuggirono in un luogo più sicuro. Nel giro di un anno, erano andati via tutti, tranne un gruppo di gesuiti.
      L’esercito barbaro entrò nel villaggio senza trovare resistenza e fece una grande festa per celebrare la vittoria. A metà della cena, si presentò un prete.
     “Voi siete entrati qui e avete allontanato la pace da questo posto. Vi prego di partire senza indugio.”
     "Perché tu non sei ancora fuggito?", urlò il capo barbaro. "Non vedi che posso trafiggerti con la mia spada, senza battere ciglio?"
     Il prete rispose tranquillamente:
     "Non vedi che posso essere trafitto da una spada, senza battere ciglio?".
      Sorpreso dalla serenità davanti alla morte, il capo barbaro e la sua tribù abbandonarono il posto il giorno seguente.

L’arroganza dell’invidia

     Nel deserto della Siria, Satana diceva ai suoi discepoli: "l’essere umano è sempre più preoccupato di augurare il male agli altri che non di fare il bene a se stesso".
      E per dimostrare ciò che diceva, decise di mettere alla prova due uomini che riposavano lì vicino.
     "Sono venuto a realizzare i tuoi desideri", disse a uno di loro. "Puoi chiedere ciò che vuoi, e ti sarà dato. Il tuo amico riceverà la stessa cosa, ma in misura doppia".
      L’uomo rimase in silenzio per lungo tempo.
      Infine, disse:
     "Il mio amico è contento, perché avrà sempre il doppio, qualunque sia il mio desiderio. Ma sono riuscito a preparargli una trappola: la mia richiesta è che tu mi renda cieco di un occhio".

 
Edizione nº 129
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