Secondo il dizionario: sostantivo femminile, dal latino Ira. Collera, malumore; indignazione, rabbia; desiderio di vendetta.
Per la Chiesa Cattolica: l’ira non si volge solo contro gli altri, ma può volgersi contro colui che permette all’odio di piantare i semi nel suo cuore, e in tal caso normalmente questi è portato al suicidio. Dobbiamo capire che il castigo e la sua applicazione appartengono a Dio.
Nel “Verba Seniorum” (La parola degli antichi): Due saggi che vivevano nello stesso eremo nel deserto del Sahara conversavano un giorno: "Dovremo litigare per non allontanarci dall’essere umano, altrimenti finiremo per non comprendere bene le passioni che lo torturano", disse uno di loro.
"Io non so come cominciare un litigio".
"Allora facciamo così: io metto questo mattone qui al centro, e tu mi dici, questo è mio. Io risponderò: no, questo mattone è mio. Allora cominceremo a discutere e finiremo per litigare".
E così fecero. Uno disse che il mattone era suo. L’altro ribatté, dicendo che no. "Non perdiamo più tempo in questo modo, tieniti pure questo mattone”, disse il primo. "La tua idea per litigare non è stata molto buona. Quando ci rendiamo conto che abbiamo un’anima immortale, è impossibile discutere per delle cose".
In uno studio di laboratorio: Janice Williams seguì per sei anni 13.000 uomini e donne di età compresa fra 45 e 64 anni e, sulla base del loro comportamento, scoprì che le persone che si irritano intensamente, e spesso, hanno probabilità di subire un infarto tre volte superiori a quelle che affrontano le avversità con maggiore serenità (Williams, 2000).
Ciò avviene perché, a ogni episodio di rabbia, l’organismo libera nel sangue una scarica extra di adrenalina. L’alta concentrazione di adrenalina aumenta il numero dei battiti cardiaci e, contemporaneamente, restringe i vasi sanguigni, alzando la pressione arteriosa. Il ripetersi di tali episodi può generare due problemi generalmente associati all’infarto: l’alterazione del ritmo cardiaco e una improvvisa dilatazione delle placche di grasso che, magari, si trovino nelle arterie.
Nella musica popolare brasiliana: Ma finché ci sarà forza nel mio petto io non voglio altro / Solo vendetta! Vendetta! Vendetta! Se ai santi urlerai / Come i sassi che rotolano per la strada rotolerai / senza aver mai un angolino tutto tuo dove poter riposare. (Lupicínio Rodrigues)
Nelle parole di William Blake: Io provavo rabbia verso il mio amico: gliene ho parlato e la rabbia è passata. Io provavo rabbia verso il mio nemico: non gliene ho parlato e la rabbia è aumentata.
Nell’odio dello straniero (xenofobia): “Tutti i paesi dell’Occidente sono infiltrati dai musulmani. Alcuni di loro sono persino capaci di conversare amabilmente mentre aspettano il momento di assassinarci. Dicono che gli eventi dell’11 settembre (2001) si sono verificati a causa di uno scontro di civiltà. E’ una menzogna: uno scontro di civiltà richiede che vi siano due civiltà distinte, e non è questo il caso. Esiste solo una civiltà: la nostra.” (Dichiarazioni dei dirigenti del Partito Danese del Popolo - DPP – che seminano l’odio e il nuovo fascismo, alla cui crescita l’Europa e il mondo intero assistono senza prendere seri provvedimenti)
Commento del Tao Te Ching: Le armi sono tutte strumenti del male, e quindi non sono assolutamente strumenti del saggio principe. Egli le usa soltanto quando è pressato dalla necessità. La calma e il riposo sono ciò che egli valorizza; la vittoria con la forza delle armi è per lui deprecabile.
Considerarla necessaria è un segnale che l’uomo si compiace dell’uccisione di altri uomini, e quegli che si compace di tale uccisione non potrà dirigere un impero.
Quando vogliamo indebolire qualcuno, dobbiamo prima fortificarlo. Se pretendiamo di sconfiggerlo, dobbiamo prima elevarlo. Se intendiamo depredarlo, dobbiamo prima offrirgli dei doni. Questo è ciò che si dice sottile discernimento.
In tal modo, i sottomessi e i deboli conquisteranno i duri e i forti.
(a seguir: Gula) |