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Quando ero bambino, gran parte delle storie cominciava con due frasi: la prima e più conosciuta è “C’era una volta...”
La seconda, anch’essa molto nota ai brasiliani, era: “Al tempo in cui gli animali parlavano...” Questa tradizione dev’essere probabilmente iniziata con le favole di un antico schiavo, Esopo, che visse più di 2.500 anni fa. Anche la sua origine è leggendaria: il suo luogo di nascita varia, secondo le enciclopedie consultate, dalla Grecia all’Etiopia. Ma questo non ha importanza, il suo legato ha attraversato il tempo, ha avuto successo in tutte le generazioni ed è vivo ancora oggi.
Rileggo continuamente i suoi insegnamenti, e mi sembrano assai più importanti di quelli di molti filosofi attuali. Ecco, qui di seguito, alcune delle favole incentrate sul tema della volpe: la forza delle sue storie è tale che ancora oggi la povera bestia è sinonimo di furbizia.
La volpe e il re scimmia
Gli animali decisero che come re del gruppo sarebbe stato stato eletto quello che avesse ballato meglio. Dopo una grande festa, a cui tutti parteciparono, la scimmia ricevette la corona.
Gelosa, la volpe se ne andò in giro nei dintorni. Lí scoprì una trappola intatta, col cibo dentro. Più che in un battibaleno, l’afferrò e la portò dal gruppo:
- Ho trovato questo banchetto e mi sono sentito in dovere di consegnarlo al nostro re, che avrà la priorità su tutto.
Senza pensarci troppo, la scimmia allungò la mano per prendere il cibo e rimase imprigionata nella trappola.
- Mi hai tradito! – gridava.
- Davvero? Se non ho neanche tentato di prendere il cibo! Ma almeno abbiamo visto che non sei pronta per la tua carica: un animale intelligente non prende mai una decisione senza prima riflettere su tutte le possibilità e i pericoli che essa implica.
La volpe con la coda tagliata
Una volpe incappò casualmente in una trappola. Riuscì a fuggire, ma si ritrovò con la coda tagliata. Da quel momento in poi, cominciò a considerarsi mostruosa. Ma trovò una soluzione, quando s’incontrò con le amiche:
- Penso che la nuova moda sia di tagliarsi la coda. Essa risveglia l’avidità dei cacciatori, non ci serve a niente, ed è un peso inutile che ci portiamo appresso.
- Cara sorella – rispose una delle amiche, - se avessi la coda, ci daresti questo consiglio? Siamo sagge abbastanza per distinguere quando qualcuno desidera il nostro bene, o quando vuole soltanto livellarci alle sue carenze.
La volpe e il contadino
Stanco di trovare sempre il raccolto parzialmente distrutto da quel piccolo animale, il contadino decise di catturare la volpe. Senza alcuna pietà, la cosparse di acquavite e le diede fuoco.
Sapendo che sarebbe morta, la volpe si mise a correre in mezzo alle messi, e anche tutto ciò che la circondava cominciò a prendere fuoco. Mentre si allontanava, la volpe diceva:
- La prossima volta, cerca di essere comprensivo e indulgente! È sempre meglio dare un po’ di quanto si possiede che voler conservare tutto! Ogni qualvolta facciamo del male, esso finisce per ritorcersi contro noi stessi!
La volpe e il corvo
Il corvo rubò ai pastori un pezzo di formaggio e andò a piazzarsi su un albero per mangiarselo. In quel momento passava una volpe affamata, che gliene chiese un pezzetto, ma il corvo le fece un cenno negativo col capo.
Fu allora che la volpe cominciò a dire che lui aveva tutte le qualità: era sagace, volava, aveva un bellissimo piumaggio nero. Ma aveva un solo difetto: non sapeva cantare come gli altri uccelli.
Per dimostrare come fosse in errore, il corvo aprì il becco per cantare e il formaggio cadde a terra. La volpe lo afferrò immediatamente e se ne andò, dicendo:
- Caro amico, ecco il prezzo della vanità! Quando qualcuno sta tessendo le tue lodi, devi sempre diffidare!
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