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Storie dei lettori


Storie dei lettori

Il cantante sostituto (inviata da Murali)

E’ accaduto tanti anni fa all’Opera di Parigi (nãon ho potuto appurare se sia vero). I biglietti di ingresso erano tutti esauriti per la presentazione di un famoso tenore, ma il giorno stabilito, col teatro al completo, si scoprì che un problema di trasporto gli avrebbe impedito di arrivare in tempo.

Sconcertato, il direttore dell’Opera salì sul palcoscenico, spiegò ciò che stava succedendo e chiese a un tenore locale di sostituirlo.

Il pubblico reagì come c’era da aspettarsi: disagio, con alcuni spettatori che si alzavano per chiedere la restituzione del denaro, e altri che semplicemente aspettavano quello che ci sarebbe stato, dato che avevano ormai fissato i loro autisti e le loro cene per una certa ora e non sapevano bene come passare il tempo.

Il tenore sostituto salì sul palcoscenico e fece del suo meglio. Per due ore, cantò con tutta l’anima e tutto il cuore. Alla fine, un silenzio quasi totale – perché non era esattamente ciò che il pubblico si aspettava di ascoltare.

Solo uno spettatore applaudiva. E a un certo momento, si udì la sua voce infantile:

- Papà, sei un genio! Sei un genio!

Dopo un attimo, ci fu un’ovazione con tutto il teatro in piedi. Una semplice parola d’amore aveva cambiato tutto.

 

Il vecchio fadista (inviata da Cristina Santos)

Il balcone della mia casa è rivolto a occidente, per cui ha il vantaggio di ricevere, nei giorni limpidi, che sia inverno oppure estate, la luce del sole per quasi tutto il pomeriggio. Una mattina, mentre ero occupata con le faccende domestiche, vidi la figura umile e cenciosa di un uomo: se non era molto anziano, certo era stato maltrattato dalla vita e dal tempo.

Per spostarsi ricorreva all’aiuto delle stampelle, giacché aveva una delle gambe atrofizzata. E mi colpì perché riusciva comunque a trasportare una vecchia chitarra classica!

Si sedette in un bar là davanti e cominciò a cantare. Appena udii la sua voce, rabbrividii! Era talmente bella che sembrava quella di un angelo sereno e benedetto, anche se triste. A poco a poco saturò l’ambiente, riecheggiò sulle pareti, mi avvolse e mi rapì... Ebbi la percezione delle mie lacrime involtarie che scivolavano a terra, sentii le persone che, commosse, si affacciavano ai balconi. E i bambini stupefatti e meravigliati che avevano smesso di giocare...

Compresi che stavo vivendo un momento di effimera eternità, di comunione con altri spiriti, come se per magia fossimo stati richiamati in un’altra dimensione, in un universo più bello, dove forse tutto aveva un senso... O forse no!

Infine la sua voce tacque e calò un silenzio che aveva un gusto di vuoto, quasi opprimente, seguito immediatamente dopo da uno scoppio di applausi, i sorrisi s’illuminarono e i bambini, entusiasti, urlarono “bis”!

L’uomo, però, come se avesse completato la sua missione, prese le stampelle e proseguì per la sua strada. Uscii di corsa e mi fermai solo quando lo raggiunsi, ansimante. Era talmente ovvio dedurre che il fado era il suo sostentamento che, senza esitare, gli misi una banconota in mano, ma giuro che fu soltanto quando, commossa, lo abbracciai e lo pregai di non smettere mai di cantare, che il suo viso rugoso e stanco si addolcì... e mi sorrise!

Non l’ho più rivisto, ma voglio credere che sia ancora in giro su altre strade, a piangere il suo fado, a compiere la sua missione. Se per caso dovesse passare dalle tue parti, digli, per favore, che non l’ho dimenticato.

 

Il maestro non soffre con i cattivi discepoli? (inviata da Arash)

Un discepolo domandò a Firoz:

- La semplice presenza di un maestro fa sì che si avvicinino curiosi di ogni genere, per scoprire se c’è qualcosa da cui possano trarre beneficio. Questo non potrebbe essere pregiudizievole e negativo? Non potrebbe sviare il maestro dalla sua strada, o farlo soffrire perché non è riuscito a insegnare ciò che doveva?

Firoz, il maestro sufi, rispose:

- La visione di un albero di avocado carico di frutti risveglia l’appetito di tutti coloro che gli passano vicino. Se qualcuno desidera saziare la fame al di là delle proprie capacità finisce per mangiare più avocados del necessario, e poi sta male. Questo, tuttavia, non causa alcuna indigestione al padrone dell’albero.

“Il cammino deve essere aperto a tutti: ma Dio s’incarica di porre dei limiti a ciascuno”.

 

Isaac è necessario (inviata da Orit)

Un certo rabbino era adorato dalla sua comunità: erano tutti affascinati da ciò che egli diceva.

Tranne Isaac, che non perdeva occasione per contraddire le interpretazioni del rabbino e far notare certe mancanze nei suoi insegnamenti. Gli altri s’indignavano con Isaac, ma non potevano fare niente.

Un giorno, Isaac morì. Durante il funerale, la comunità notò che il rabbino era profondamente triste.

- Perchè tanta tristezza? – domandò qualcuno. – Lui non faceva altro che trovare difetti in ciò che dicevate!

- Non mi dispiace per il mio amico che oggi si trova in cielo – rispose il rabbino. – Mi dispiace per me stesso. Mentre tutti mi riverivano, lui mi sfidava, e io ero costretto a migliorare. Ora che lui se n’è andato, ho paura di smettere di crescere.

 
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