La vecchia a Copacabana
Lei stava sul marciapiede della Avenida Atlântica, con una chitarra e un cartello scritto a mano: “Cantiamo insieme”.
Cominciò a suonare da sola. Poi arrivarono un ubriaco e un’altra vecchina e cominciarono a cantare con lei. Di lì a poco c’era una piccola folla che cantava e un’altra piccola folla che fungeva da pubblico, battendo le mani alla fine di ogni brano.
“Perché lo fai?” domandai, fra una musica e l’altra.
“Per non stare da sola”, disse lei. “La mia vita è molto solitaria, come la vita di quasi tutti i vecchi”.
Magari tutti risolvessero i loro problemi in questa maniera.
L’amico a Sydney
“A volte la gente si abitua a quello che vede nei film e finisce per dimenticare la vera storia”, dice un amico, mentre guardiamo insieme il porto di Sydney.
“Ti ricordi la scena più significativa del film ‘I dieci comandamenti’?”
“Certo che me ne ricordo. Mosè – interpretato da Charlton Heston – a un certo momento alza il bastone, le acque si separano e il popolo ebraico attraversa il mare a piedi”.
“Nella Bibbia è diverso” continua il mio amico. “Dio ordina a Mosè: ‘Di’ ai figli di Israele di marciare’. E solo dopo che cominciano a camminare Mosè alza il bastone e il Mar Rosso si separa”.
“Solo il coraggio nel cammino fa sì che il cammino si manifesti”.
La conferenza a Chicago
Una scrittrice cinese e io ci stavamo preparando a parlare a un incontro di librai americani. La cinese, estremamente nervosa, mi contagiava:
“Parlare in pubblico già è difficile, immagini poi essere costretta a spiegare il tuo libro usando un’altra lingua!”
La pregai di smetterla, o anch’io mi sarei innervosito, poiché il suo problema era uguale al mio. Tutt’a un tratto si voltò all’indietro, sorrise e mi disse sottovoce:
“Andrà tutto bene, non si preoccupi. Non siamo soli: guardi il nome della libreria della donna seduta dietro di me”.
Sul cartellino della donna c’era scritto : “Libreria degli Angeli Riuniti”. Sia io che lei riuscimmo a fare una eccellente presentazione dei nostri lavori, perché gli angeli ci avevano dato il segnale che stavamo aspettando.
Che cos’è la verità
Il 30 gennaio 2001 ho letto la seguente notizia sul giornale spagnolo “La Vanguardia”:
“Qual è la verità? Il presidente del tribunale, Josep Maria Pijuan, avrebbe dovuto appurare quale delle versioni di stupro offerte dalla vittima, la ragazzina J., di 11 annni, era la più vicina alla realtà. Gli avvocati che assistevano all’interrogatorio non credevano che lei sarebbe riuscita a evitare di contraddirsi nella sua deposizione.
A un certo punto, il giudice fece una domanda di carattere quasi filosofico: Che cos’è la verità? È ciò che tu immagini o ciò che ti hanno chiesto di raccontare?
La ragazzina si bloccò per un attimo, ma subito dopo rispose:
La verità è il male che mi hanno fatto.
L’avvocato Jufresa, giurista di riconosciuto prestigio, ha detto che questa era stata una delle definizioni più brillanti che avesse mai udito in tutta la sua carriera”. |