Edizione - nº 172
Tra il cielo e l’inferno

Edizione - nº 171
L’atto di scrivere - il testo (fine)

Edizione - nº 170
L’atto di scrivere

Edizioni precedenti

Guerriero della Luce Online
italiano Home  |  Iscriviti  |  L'autore  |  Edizioni precedenti  
 


Edizione nº 95

In un bar di Tokyo


In un bar di Tokyo

     Il giornalista giapponese fa la domanda di sempre:
     - E quali sono i suoi scrittori preferiti?
     Io do la risposta di sempre:
     - Jorge Amado, Jorge Luis Borges, William Blake e Henry Miller.
     La traduttrice mi guarda stupefatta:
     - Henry Miller?
     Ma subito dopo si rende conto che il suo ruolo non è fare domande e continua il suo lavoro. Alla fine dell’intervista, le domando perché la mia risposta l’abbia tanto sorpresa. Dico che, forse, Henry Miller non è uno scrittore “politicamente corretto”, ma è qualcuno che mi ha aperto un mondo gigantesco – i suoi libri possiedono un’energia vitale che raramente possiamo riscontrare nella letteratura contemporanea.
     - Non sto criticando Henry Miller, anch’io sono una sua ammiratrice – risponde lei. – Sa che è stato sposato con una giapponese?
     Sì, certo: non mi vergogno affatto di essere fanatico per qualcuno e di cercare di sapere tutto della sua vita. Mi è capitato di andare a una fiera di libri solo per conoscere Jorge Amado, e ho fatto un viaggio in corriera di 48 ore per incontrare Borges (cosa che alla fine non è accaduta per colpa mia: quando l’ho visto sono rimasto paralizzato e non ho aperto bocca), ho suonato il campanello della porta di John Lennon a New York (il portiere mi chiese anche di lasciare una lettera spiegando il motivo della mia visita, dicendo che Lennon avrebbe telefonato, il che non è mai accaduto). Avevo anche progettato di andare a Big Sur per incontrare Henry Miller, ma lui era morto prima che riuscissi ad avere il denaro per il viaggio.
     - La giapponese si chiama Hoki – rispondo orgoglioso. – So anche che a Tokyo esiste un museo dedicato agli acquerelli di Miller.
     - Vuole incontrarla stasera?
     Ma che domanda! Certo che desidero stare vicino a qualcuno che ha convissuto con uno dei miei idoli. Immagino che riceverà visite da tutto il mondo, richieste di interviste, insomma, sono pur sempre stati quasi 10 anni insieme. Non sarà molto difficile chiederle di sprecare il suo tempo con un semplice ammiratore? Ma se la traduttrice dice che è possibile, meglio fidarsi – i giapponesi rispettano sempre la parola data.
     Con ansia aspetto per il resto della giornata, entriamo in un taxi e tutto comincia a sembrare strano. Ci fermiamo in una strada dove non deve mai battere il sole, sovrastata com’è da un viadotto. La traduttrice indica un bar di seconda categoria al secondo piano di un edificio cadente.
     Saliamo le scale, entriamo nel bar completamente vuoto, e lì c’è Hoki Miller.
     Per nascondere la mia sorpresa, tento di accentuare il mio entusiasmo per il suo ex-marito. La donna mi conduce in una sala nel retro, dove ha creato un piccolo museo – alcune fotografie, due o tre acquerelli firmati, un libro con dedica, e nient’altro. Mi racconta che lo aveva conosciuto mentre frequentava l’università a Los Angeles e, per mantenersi, suonava il pianoforte in un ristorante, cantando canzoni francesi (in giapponese). Miller era andato a cenare lì, aveva adorato le sue canzoni (aveva trascorso a Parigi gran parte della sua vita), erano usciti insieme qualche volta e, poi, lui le aveva chiesto di sposarlo.
     Vedo che nel bar dove mi trovo c’è un pianoforte – come un ritorno al passato, al giorno in cui i due si erano incontrati. Lei mi racconta alcune cose della loro vita in comune, dei problemi dovuti alla differenza di età fra loro due (Miller aveva più di 50 anni, Hoki non ne aveva ancora compiuti 20), del tempo che avevano trascorso insieme. Mi spiega che gli eredi di altri matrimoni avevano ricevuto tutto, compresi i diritti d’autore dei libri – ma questo non aveva importanza, ciò che lei aveva vissuto era al di là di ogni ricompensa finanziaria.
     La prego di suonare la stessa musica che aveva attirato l’attenzione di Miller, tanti anni prima. E lei lo fa con le lacrime agli occhi, e canta “Foglie morte” (Feuilles Mortes).
     Anche io e la traduttrice siamo commossi. Il bar, il pianoforte, la voce della giapponese che riecheggia sulle pareti vuote, indifferente alla gloria delle ex-mogli, ai fiumi di denaro che i libri di Miller devono generare, alla fama mondiale di cui ora avrebbe potuto godere.
     “Non valeva la pena di lottare per l’eredità: l’amore è stato quanto bastava” dice alla fine, comprendendo ciò che stavamo provando. Sì, dalla totale assenza di amarezza o di rancore, comprendo che l’amore è stato quanto bastava.

 

Nuovo libro
“Lo Zahir” sta per essere pubblicato in tutto il mondo. Per maggiori informazioni, clicca qui

 
Edizione nº 95
online português  english   español  français    
Copyright @ 2007 by Paulo Coelho
Il Guerriero della Luce Online è una pubblicazione, quindicinale, e può essere distribuita liberamente in Internet, e collocata in pagine il cui contenuto sia gratuito, purché venga citata la fonte “Guerriero della Luce Online, pubblicazione di www.paulocoelho.com.br”
L’autore si riserva il diritto di modificare queste condizioni in qualsiasi momento.
Paulo Coelho