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Edizione nº 96

Il prezzo dell’odio e del perdono


Il prezzo dell’odio e del perdono

     Scopro nei miei appunti del 1989 alcune annotazioni di una conversazione con J., che chiamo mio “maestro.” A quell’epoca, parlavamo di uno sconosciuto mistico, di nome Kenan Rifai, del quale si è scritto poco.
     - Kenan Rifai dice che quando gli altri ci elogiano, dobbiamo tener d’occhio il nostro comportamento – dice J. – Perché questo significa che nascondiamo molto bene i nostri difetti. In fondo, finiamo per credere di essere migliori di ciò che pensiamo, e il passo successivo è lasciarsi dominare da un falso sentimento di sicurezza, che finirà per circondarci di molti pericoli.
     Come prestare attenzione alle opportunità che la vita ci dà?
     - Se avrai due opportunità soltanto, sappi trasformarle in dodici. Quando ne avrai dodici, esse si moltiplicheranno automaticamente. Perciò Gesù dice: “A colui che possiede molto, di più gli sarà dato. A colui che possiede poco, quel poco che ha gli sarà tolto”.
     E’ una delle frasi più dure del Vangelo. Ma ho notato, nel corso della vita, che è una verità assoluta. Eppure, come posso individuare le opportunità?
     - Presta attenzione a tutti i momenti, perché l’opportunità, l’“istante magico”, è alla nostra portata, anche se noi lo lasciamo sempre passare per via del senso di colpa. Dunque, evita di sprecare il tuo tempo colpevolizzando te stesso: l’universo si incaricherà di correggerti, se tu non sei degno di ciò che stai facendo.
     E come mi correggerà l’universo?
     - Non sarà attraverso le tragedie; queste avvengono perché fanno parte della vita e non devono essere viste come una punizione. Generalmente, l’universo ci indica che siamo in errore quando ci toglie ciò che abbiamo di più importante: i nostri amici.
     “Kenan Rifai fu un uomo che aiutò molta gente a ritrovare se stessa e a ottenere un rapporto armonioso con la vita. Anche così, alcune di queste persone si mostrarono ingrate e non girarono mai il capo per dire almeno “grazie”. Esse tornavano da lui quando di nuovo le loro esistenze si trovavano nella più totale confusione. Rifai le aiutava di nuovo, senza mai fare alcun riferimento al passato: egli era un uomo con tanti amici, e gli ingrati rimanevano sempre soli.
     - Sono belle parole, ma non so se io sono capace di perdonare l’ingratitudine con tanta facilità.
     - E’ molto difficile. Ma non c’è scelta: se non perdonerai, penserai al dolore che ti hanno causato, e questo dolore non passerà mai.
     “Io non sto dicendo che devi amare chi ti ha fatto del male. Non sto dicendo che devi tornare a convivere con quella persona. Non sto suggerendo che tu debba vederla come un angelo, o come qualcuno che ha agito insensatamente, senza intenzione di ferire. Sto solo affermando che l’energia dell’odio non ti condurrà da nessuna parte; ma l’energia del perdono, che si manifesta attraverso l’amore, riuscirà a trasformare positivamente la tua vita.
     - Sono stato ferito molte volte.
     - Per questo, porti ancora dentro di te quel bambino che ha pianto di nascosto dai genitori, che era il più debole della classe. Rechi ancora i segni del ragazzino che non riusciva a trovare una fidanzatina, che non è mai stato bravo in nessuno sport. Non sei riuscito ad allontanare le cicatrici di alcune ingiustizie che sono state commesse nei tuoi confronti durante la tua vita. Ma questo, che cosa ti apporta di buono?
     “Niente. Assolutamente niente. Solo un desiderio continuo di avere compassione di te stesso, perché sei stato vittima di quelli che erano più forti. Oppure di indossare i panni del vendicatore pronto a ferire ancora di più chi ti ha arrecato dolore. Non pensi che, così, stai perdendo il tuo tempo?
     - Penso che sia umano.
     - E veramente è umano. Ma non è né intelligente né ragionevole. Rispetta il tuo tempo su questa Terra, sappi che Dio ti ha sempre perdonato, e perdona anche tu.

     Dopo questa conversazione con J., che era avvenuta poco prima del mio viaggio per trascorrere 40 giorni nel deserto di Mojave (Stati Uniti), cominciai a capire meglio il bambino, l’adolescente, l’adulto ferito che ero stato in passato. Un pomeriggio, andando dalla Valle della Morte (California) a Tucson (Arizona), feci mentalmente una lista di tutti coloro che ritenevo di odiare, perché mi avevano ferito. A uno a uno li perdonai, e sei ore dopo, a Tucson, la mia anima era più leggera e la mia vita era cambiata in meglio.

 

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